Il concetto di stress è stato introdotto per la prima volta da Hans Selye, endocrinologo di origini austriche naturalizzato in Canada. Per Selye lo stress è dato da risposte non specifiche, da parte dell’organismo, ad una qualsiasi richiesta di cambiamento.
Un’analisi del 2014 condotta da Theeboom, Beersma e Van Vianen, emerge come l’obiettivo generale delle persone che si approcciano al coaching, in un contesto lavorativo, sia quello di ottimizzare il lavoro di una risorsa. Questo perché le persone nelle organizzazioni “funzionano meglio” quando si sentono bene, quando i loro obiettivi vengono soddisfatti, quando le loro aspettative vengono raggiunte.
Lo stress lavoro correlato colpisce il 27% dei lavoratori nell’Unione Europea come citato dall’indagine OSH Pulse 2022 dell’EU-OSHA. È uno dei fattori maggiormente legati all’abbassamento del benessere percepito e, di conseguenza, al peggioramento delle performance lavorative. Un intervento di coaching gioca un ruolo importantissimo, può portare ad un cambiamento positivo nel benessere. Il coaching, quindi, viene presentato come uno strumento efficace per aiutare anche i professionisti HR a sviluppare competenze utili e strategie personalizzate per migliorare il proprio ruolo e il benessere personale, sottolineando il valore di percorsi innovativi come il coaching in natura per accelerare la crescita personale e professionale.
Tra le varie cause in ambito lavorativo che riscontriamo spesso troviamo con maggiore frequenza la causa delle relazioni sociali, in particolare situazioni di conflitto con le persone e fattori ambientali non soddisfacenti.
Qualche giorno fa, io e Raul abbiamo incontrato gli HR di un gruppo industriale italiano impegnati in nuovi progetti di miglioramento, hanno condiviso con noi le situazioni difficili che stanno gestendo nelle relazioni e il fatto che stanno perdendo motivazione.
Prima di iniziare un percorso con loro li abbiamo accompagnati su alcune riflessioni, valide tanto nel lavoro quanto nella propria vita personale, ve le riportiamo qui sotto:
- Accettare il disagio dell’inizio perché è un segnale di crescita
- Chiedersi sempre quale vogliamo sia il livello di qualità della propria vita e degli obiettivi
- Regolamentare le proprie aspettative, procedere per mini-obiettivi quotidiani
- Circondarsi di persone che possono sostenere il proprio percorso
- Valutare sempre eventuali criticità che possono ostacolare i propri progressi
- Mantenere ciò che si ha deciso di fare per migliorarsi
- Riconoscere sempre i progressi, anche minimi, sono una gratificazione di enorme valore.
Quando si parla di cambiamento con coloro che lavorano nelle risorse umane è implicito ricordare che le persone non si “migliorano” con strumenti di imposizione, ma con un percorso che contenga ispirazione e fiducia.
Oggi la professione delle Risorse Umane è tanto stimolante quanto complessa, richiede agli HR di affrontare quotidianamente situazioni varie e spesso contraddittorie.
Oltre a gestire la formazione e il benessere di dipendenti e manager, agli HR è richiesto di promuovere una cultura aziendale positiva, prevenire lo stress e favorire l’equilibrio vita-lavoro.
Tra le cause comuni di stress degli HR che abbiamo riscontrato con maggiore intensità, vogliamo citare le seguenti:
- Pressioni interne a tutti i livelli: Gestire contemporaneamente molteplici richieste, obiettivi e aspettative.
- Carico di lavoro elevato e spesso non programmato: Gestire richieste urgenti, decisioni difficili e una vasta gamma di problemi che emergono dai dipendenti.
- Problemi relazionali: Gestire conflitti, dinamiche aziendali tossiche o una leadership negativa.
- Responsabilità per il benessere e crescita altrui: Essere il primo punto di riferimento per i dipendenti che affrontano momenti difficili.
Ecco perché non i manager vogliono gestire persone.
Siamo portati a pensare che gran parte dello stress derivi dal poco tempo che abbiamo a disposizione, non è sempre vero!
Spesso si associa alla preoccupazione il fatto di avere diversi fronti aperti, bloccati ed esigenti, urgenti e prioritari sui quali non siamo riusciti ad avanzare; ogni elemento, persona, situazione lo associamo ad un rischio di stress.
Come può allora un HR ristabilire i propri equilibri?
Un percorso di coaching può essere uno strumento efficace per il professionista HR per gestire lo stress, sviluppando competenze “facilitanti” che portano beneficio e strategie personalizzate utili a potenziare il processo del proprio ruolo e un valido supporto per gestire la propria agenda di lavoro e personale.
Abbiamo sperimentato un fantastico percorso di COACHING E NATURA che offre una unica opportunità in connessione con le realtà naturalistiche per farti dedicare tutte le tue energie a te stesso e velocizzare il processo di miglioramento per:
- Creare Consapevolezza
- Formazione sulla Gestione dello Stress
- Promuovere il Benessere Organizzativo
- Migliorare la Comunicazione Aperta e di Supporto
- Migliorare la Gestione del Tempo
- Migliorare le tecniche di Problem Solving
Quale è la competenza che vorresti sviluppare per te stesso oppure per il tuo Team?
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