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NON CAMBIA, QUALCHE VOLTA È PROPRIO CAUSA NOSTRA 

Dicembre 4, 2025Archiviato in:blog

Vorrei cambiare, vorrei migliorare, ma…domani. 

Autoanalisi a chi? 

Conoscete l’Hansei? Si tratta di una metodologia molto utilizzata nell’ambito del Kaizen 

In occidente siamo abituati a celebrare i successi, che fa bene alla “morale”, spesso nascondiamo i fallimenti e può, quindi, sembrarci strano che la cultura giapponese custodisca un concetto come quello dell’hansei. 

Questo termine, che si può tradurre come “riflessione profonda” o “auto-esame“, rappresenta molto più di una semplice ammissione di errore. È un processo strutturato di introspezione che permette di trasformare ogni esperienza “non positiva” in un’opportunità di crescita. 

L’hansei è il fondamento del kaizen, il miglioramento continuo che ha reso celebri le aziende giapponesi nel mondo. Senza una riflessione onesta e sistematica, infatti, non può esistere vero miglioramento: è l’hansei che alimenta il ciclo del progresso continuo, fornendo ciò che è necessario per evolversi. 

Le radici culturali dell’hansei 

Le origini dell’hansei affondano nelle tradizioni filosofiche orientali. Il confucianesimo enfatizza la crescita personale e il perfezionamento morale attraverso l’esame costante delle proprie azioni. Il buddhismo, dal canto suo, promuove la consapevolezza e l’osservazione non giudicante di sé. 

Ma l’hansei non va confuso con il senso di colpa occidentale. Mentre quest’ultimo tende a focalizzarsi sulla persona (“sono sbagliato“), l’hansei si concentra sull’azione e sul processo (“cosa posso imparare da questo?“). Non è autopunizione, ma auto-esplorazione costruttiva. L’obiettivo non è sentirsi male per l’errore, ma comprenderlo a fondo per non ripeterlo. 

Ma quali sono i principi fondamentali sui quali lavorare?

  • riconoscere il proprio ruolo negli eventi senza cercare giustificazioni esterne.
  • guardare in faccia la realtà, anche quando è scomoda, riconoscer i propri errori
  • focus sul processo, cercare cosa è andato storto nel sistema, nelle procedure, nelle decisioni, nelle azioni, non chi ha sbagliato.
  • guardare al passato solo per costruire un futuro migliore, identificando azioni concrete di miglioramento.

Ma veniamo a noi, come ci piace dire e fare, mettiamo i piedi a terra! 

Concretamente, ogni giorno siamo circondati da eventi che possono essere positivi oppure ostacoli, quindi cosa fare nel concreto affinché sia utile? 

Trovare e concedersi 20-30 minuti al termine di un progetto o di una giornata significativa porsi alcune domande: 

  • Qual era il mio obiettivo? L’ho raggiunto?
  • Cosa ha funzionato bene? Perché?
  • Cosa non ha funzionato? Quali sono le cause?
  • Quali sono gli ostacoli, erano prevedibili?
  • Cosa avrei potuto fare diversamente?
  • Quale lezione specifica posso applicare in futuro?

Se poi scrivo le risposte vado ad approfondire la riflessione e creare una memoria che può essere consultata in futuro, non solo, vado ad aumentare la consapevolezza del “ANTE” e soprattutto del QUI e ORA, parto da qui per migliorare. 

Non vuoi chiamarlo HANSEI, chiamalo AUTO-RIFLESSIONE, l’importanza è che in modalità individuale o di gruppo, di team, si crei uno spazio sicuro dove tutti ci si senta liberi di parlare. Un facilitatore (coach) neutrale può aiutare.  

Si possono usare eventualmente alcuni strumenti come una Dash-board (lavagna) dove si documenta per iscritto il problema, l’analisi, le contromisure) per strutturare la discussione. Fondamentale è optare per la trasparenza, non giudicare chi solleva problemi. 

Gli ostacoli all’autoanalisi efficace 

Il primo nemico dell’hansei (autoanalisi) è la paura del fallimento. In culture che glorificano il successo, ammettere errori sembra un segno di debolezza. Ma senza questa ammissione, il miglioramento è impossibile. 

La cultura della colpevolizzazione è altrettanto distruttiva. Se ogni errore porta a conseguenze punitive, le persone nasconderanno i problemi. L’hansei richiede sicurezza psicologica: si può essere onesti solo se non si teme la ritorsione. 

L’ego è un altro ostacolo potente. Riconoscere di aver sbagliato ferisce l’autostima, specialmente per leader o esperti. L’hansei chiede umiltà: nessuno è immune dall’errore, e ammetterlo è segno di forza, non di debolezza. 

Infine, la superficialità: fare autoanalisi (hansei) “tanto per” senza scavare nelle cause è tempo sprecato. La vera riflessione è scomoda e richiede un grande coraggio a livello intellettuale. 

Ogni individuo possiede, interiormente, una leva motivazionale che può essere attivata dalle giuste condizioni. 

Qual è il risultato di questa attivazione?  

Si genera la motivazione al cambiamento, al progresso e alla crescita personale. 

Nella quotidianità ci confrontiamo sia con l’ambiente professionale sia con quello privato. 

Questi due ambiti, pur apparendo distinti, condividono un elemento cruciale: la volontà di avere successo, distinguersi e crescere, intesa come desiderio di MIGLIORARE. 

Tuttavia, quando emerge questa spinta evolutiva, non sempre si è in grado di riconoscerla e tradurla in azioni concrete; spesso si avverte un’esigenza senza comprenderne l’origine né la modalità di realizzazione. 

Il Coaching rappresenta una delle soluzioni a disposizione. 

Attraverso tale metodologia, l’attenzione viene posta sulla persona e sul suo percorso di sviluppo. 

Colui che intraprende il percorso, in una fase di incertezza rispetto ai propri strumenti decisionali e agli obiettivi, approfondisce la propria consapevolezza al fine di individuare risorse e potenzialità utili al raggiungimento dei suoi risultati e ad una piena valorizzazione personale. 

L’avvio di un percorso di coaching presuppone la volontà di affrontare un cambiamento, anche in assenza di soluzioni immediate, perseguendo il benessere personale e lo sviluppo individuale, nella scoperta di sé, nel rafforzamento della consapevolezza e nell’espansione del proprio potenziale. 

Quale è la competenza che vorresti sviluppare per te stesso oppure per il tuo Team? 

Se hai piacere di confrontarti, se vuoi approfondire questo argomento contattaci, dedicheremo con molto piacere il nostro tempo per te.  

Visita il nostro sito www.risingpeople.it 

Foto di Pierre Bamin su Unsplash 

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